31 ott 2014

9095

Era ormai scesa la notte e nella grande residenza del conte tutti dormivano. Nella sua bella stanza, la figlia del padrone di casa dormiva nel suo letto a baldacchino del più moderno stile vittoriano. Sotto le coperte, ella si sentiva protetta e il suo sonno era tranquillo. Ma quella notte giunsero a lei delle strane presenze. I loro respiri rompevano il silenzio assoluto. Uno dopo l'altro cinque lievi bagliori apparvero in quella stanza tramutandosi lentamente in creature dalla forma umana. Stavano immobili intorno al letto ad osservare la ragazza dormire, X si chinò su di ella iniziando a soffiarle sul viso. La ragazza iniziò ad aprire gli occhi, ancora stordita dal sonno. Il buio della stanza non le permise di vedere subito le figure accanto a lei ma, una volta realizzato di non essere sola, si mise di scatto a sedere sul letto, tirandosi la coperta per nascondersi alla loro vista. Nonostante la paura iniziale però, abbassò il lenzuolo e li guardò, uno per uno, nonostante il buio. C le porse la mano, lei la osservò e, quasi sotto ipnosi, la afferrò delicatamente, lasciando cadere il lenzuolo e alzandosi dal letto. Il lungo abito da notte le donavano un' quasi fanciullesco, nascondendo le forme femminili che, nonostante la giovane età, erano già presenti. Where’re you going, baby? Y le sussurrò all'orecchio causandole un brivido lungo la schiena. Egli la osservava, la incantava togliendole ogni minima forma di resistenza verso di loro. Dopo pochi istanti, J le si avvicinò, portandole un braccio sulla spalla per farla voltare verso la parete accanto a lei. Con un gesto della mano improvvisamente la parete iniziò a diventare trasparente fino a poi scomparire, rivelando oltre un sentiero costeggiato da alti arbusti. La ragazza restò incantata, domandandosi come fosse possibile una magia simile. (et une) Il lungo abito da notte si mosse, come animato da un soffio, trasformandosi in un elegante abito da ballo di un rosso intenso che ricordava le rose. Ella iniziò ad incamminarsi lungo il sentiero, seguito dalle cinque figure che intanto avevano assunto una forma evanescente. (deux) Il sentiero era lungo e oscuro, illuminato soltanto da due piccole lanterne cui fuoco iniziò a tremare al passaggio della fanciulla. Il lontananza ella scorse uno slargo e affrettò il passo. (trois) I cinque spiriti, ormai divenuti quasi soffi di fumo, la precedevano giungendo per primi allo slargo e fermandosi poi attendendo il suo arrivo. Tre possibili vie si diramavano da quel luogo cosicché la ragazza si fermò ad osservarle in preda alla confusione e all'indecisione. Notando la sua esitazione, i cinque spiriti le passarono velocemente intorno, fino a sfiorarle il collo, la schiena, le spalle. Subito la ragazza sentì dei brividi, un misto di piacere e fastidio. Sussultò agitandosi e, in preda ai capogiri, cadde a terra formando una grande campana con il lungo abito. Passato il disagio, la ragazza cercò di rialzarsi, aggrappandosi agli arbusti che costeggiavano il labirinto. Un lieve soffio, un fruscio di foglie fecero eco lungo il viale. La ragazza si girò, osservando più volte le vie in cerca di un qualsiasi cosa la possa aiutare a scegliere. Come ad ascoltare le sue preghiere, la via sulla sinistra si illuminò come per magia e un forte vento trascinò la ragazza verso quella direzione. Ella fece resistenza e guardò verso gli spiriti che ormai stavano procedendo verso quella direzione. Dopo qualche secondo anche lei si incamminò su quel vialetto, trasportata ancora dal vento che le soffiava tra i capelli. Il lungo vestito strisciava sul raso prato, lasciando dietro di se una scia di piume bianche, quasi come se, con quel cammino, ella stesse abbandonando a poco a poco la sua purezza.Y le passò rapido accanto l'orecchio, le sussurrò "now", lei si voltò instintivamente, restò un attimo ferma e proseguì, incantata da quel labirinto fatato. Who are you? Tell me baby~  Un altro sussurro all'orecchio. La ragazza sobbalzò, si morse leggermente il labbro, quell'ignoto suscitava in lei una curiosità morbosa, il suo corpo era teso e sensibile ad ogni minimo soffio.  Proseguì, passo dopo passo, il cammino lungo il labirinto. (et quarte) Giunse poco dopo ad un altro piazzale rotondo, questa volta senza vie di uscita. Al sentire i passi della ragazza, quattro civette scapparono via agitandosi e facendo riecheggiare il suono delle ali. (cinq) La ragazza, spaventata da quel suono improvviso, si girò più volte guardandosi attorno. I cinque spiriti erano ritornati ad una forma umana. Trovandoseli davanti indietreggiò di un passo per la sorpresa, li guardò, era incantata dalla loro bellezza. Dietro di loro apparve un grande specchio, con una cornice dorata in legno intarsiato, appena illuminato. (six) La ragazza si avvicinò allo specchio, incuriosita dal fatto che solo lei vi era riflessa. Si ripeteva che era tutto uno scherzo del buio ma, una volta di fronte ad esso, vide attentamente che le cinque figure, ormai dietro di lei, non erano presenti nel riflesso. Subito chiuse gli occhi, si portò le mani in viso, spaventata da quella visione. Lo specchio allora, lentamente, andò dissolvendosi, lasciando intravedere oltre una stanza buia, illuminata solo da delle candele. La ragazza aprì gli occhi, guardò la stanza avanti a se quando improvvisamente si accorse di asservi dentro. Si voltò più volte ma non vi erano vie di fuga, gli spiriti la circondavano guardandola e sorridendo. Si avvertirono dei suoni, come se un gatto camminasse sulla tastiera di un vecchio pianoforte. La ragazza si guardò ancora intorno, vide i vari oggetti che arredavano la stanza, un violino su un tavolo con accanto due pergamene leggermente arrotolate, un vaso con tre rose. Gli spiriti man mano le si avvicinavano, la braccavano continuando a sorridere. La ragazza continuò a girarsi, guardando in cerca di uno spiraglio che le permettesse di fuggire. Si accorse che su un altro tavolo vi erano quattro piume bianche e accanto cinque piccole sfere che brillavano di luce propria. Il suo sguardo di soffermò su quelle sfere, sentì dentro di se quelle erano parte degli spiriti che ormai la circondavano. Era in trappola. Si accasciò a terra rassegnata al suo destino, gli sguardi dei cinque spiriti erano fissi su di lei, continuavano a sorridere. J si abbassò, allungò un braccio afferrandole il mento, le loro labbra erano a pochi centimetri l'una dall'altra. Ancora sorridendo, un sospiro. "Sei nostra". 
(foto's credits to Laura Mossop)

23 set 2014

Still In Love

In una notte di tempesta, egli stava li, immobile sotto la pioggia, con il capo abbassato, i capelli che gli scivolavano sul viso. Davanti l'imponente portone del palazzo reale, le grandi ali demoniache erano aperte ma non evitavano che la pioggia sfiorasse il suo viso, il suo corpo. Pochi istanti e le ali si piegarono e si chiusero scomparendo. Alzò il capo osservando la strada avanti a se prima di voltarsi e, sospirando, rientrare nel palazzo. L'oscurità sconfitta lievemente dai lumi incupivano sempre più il cuore del ragazzo. Il crepitio del fuoco rompeva un silenzio innaturale, neanche il suono del vento aveva il coraggio di oltrepassare quelle mura spesse e oscure. Camminando lungo l'andito e carezzandosi i capelli gocciolanti togliendoli dal viso, giunse nella grande sala, un tempo animata da lussuosi balli e colma di invitati. Ormai essa giaceva in totale stato di abbandono, buia e desolata. Egli si avvicinò ad un raffinato pianoforte che ormai non suonava da tempo, vi passò la mano così a voler richiamare vecchi ricordi e premette un tasto così ché nel grande salone quel suono fece eco. Alle sue spalle un lieve soffio di vento smosse una tenda facendolo voltare. Una dolce figura dai lunghi capelli rossi, con un lussuoso abito bianco, stava danzando sorridendo mente la sala all'improvviso si illuminava e riempiva di invitati. Il giovane guardò la sala, la ragazza, la sua bellezza. Ma così rapidamente come apparvero, tutti finirono dissolti nel vento, facendo cadere nuovamente l'oscurità. Il ragazzo lasciò cadere a peso morto la mano con il quale aveva suonato il pianoforte stringendo il pugno e chinando il capo in avanti, rassegnato. A passi pesanti uscì dalla grande sala, vagò a lungo per il castello in silenzio. "I'm still in love" sussurra appena, tra se, iniziando a salire le scale. Ogni scalino fu difficile da superare, aggrappandosi al corrimano sperando quasi in un aiuto. "I'm still in love" ripeté questa volta a voce piena facendo risuonare quella frase nel silenzio del castello. A fatica giunse la sommità delle scale alzando adesso lo sguardo dinnanzi a se. Un urlo, un pugno sofferto al muro. In se troppi ricordi lottavano tra loro. Si fermò però d'improvviso riabbassando nuovamente il capo. Era la cosa giusta da fare? Cosa sarebbe successo giunto in quella stanza? Passò pochi secondi osservando il pavimento che ormai da anni nessuno più percorreva. Riprese il cammino e poco dopo aprì una porta alla sua sinistra. "I'm a lost men for you" disse quasi singhiozzando e osservando l'interno della stanza. Sul grande letto a baldacchino la ragazza dai capelli rossi era seduta stringendo a se un cuscino e nascondendosi dietro di esso. Dopo qualche attimo lasciò cadere il cuscino sul letto, si alzò e corse incontro ad egli.  Qualche passo, eran sempre più vicini l'un l'altra. Distese le braccia, in cuor suo sapeva che quello era l'unico abbraccio che desiderava. Ma tutto svanì, ancora e ancora. Ella scomparve nell'aria, come la nebbia al mattino. Il ragazzo lasciò cadere le braccia lungo i fianchi, chinando il capo e sospirando. Si incamminò, attraversò la stanza giungendo alla finestra dall'altra parte della stanza. Con forza aprì le pesanti ante verso l'interno. Il forte vento fece volare le tende di un rosso scuro e intenso. Uscendo sul piccolo balconcino, egli alzò il capo osservando la luna che timidamente era apparsa appena da dietro una nuvola. Il soffio del vento animava i suoi capelli neri come la notte e i suoi vestiti appesantiti dalla pioggia. Dopo qualche secondo si avvicinò alla ringhiera di pietra, poggiandovi le mani e continuando ad osservare la luna. Quante notti passate ad osservare da lontano quel balcone, quella finestra, in speranza ch'ella apaprisse sorridendogli. Un tempo ormai passato che non potrà tornare indietro. Una fitta al cuore, il capo si abbassò nuovamente, le mani si strinsero in pugno. La nostalgia inevitabilmente prese possesso di ogni parte di lui facendo riaffiorare ricordi, troppi da riuscire a sopportarli. Un profondo sospiro e lo sguardo si rivolse verso l'orizzonte lontano. La schiena era ricurva, cercava di reggersi sul cornicione nel mente che i ricordi distruggevano ogni sua forza. Il respiro si fece affannoso, lo sguardo ancora rivolto avanti a se. Un altro sospiro nel mentre la schiena tornò dritta e la mano destra si poggiò sul cuore che continuava a pompare a fatica. Un urlo, che straziante tagliò le nuvole e percorse chilometri risvegliando ogni creatura di quel mondo rendendola partecipe di quel dolore. Tutto il regno poté sentire il proprio principe rimpiangere quell'amore dissolto nel nulla. Ogni albero, ogni sentiero, ogni ruscello, anche i mondi vicini e quelli lontani, udirono quel grido. E la, in un altro universo, sotto una limpida cascata, quella creatura dalla pelle bianca e lunghi capelli rubino si girò, come udendo quel grido. Sul suo volto si dipinse la nostalgia e lo sguardo si abbassò lentamente. Egli, nel suo castello, su quel balcone, inspirò profondamente dando poi un pugno alla ringhiera in pietra. Gli occhi si chiusero come a voler allontanare ogni realtà, chiudersi nei ricordi. Le ginocchia pan piano di piegarono portando il ragazzo in ginocchio, poi seduto, la schiena poggiata sul cornicione. Ella, immersa nelle acque limpide, spostò il corpo poggiando la schiena sulla parete rocciosa della cascata, il capo ancora chino chiudendo anch'ella gli occhi. Quasi se le loro schiene potessero sfiorarsi, entrambi viaggiavano nei ricordi, cercando di mettere fine a quella sofferenza. Invano. Tutto si fece scuro.

(basato sul brano Still In Love di Kim Jaejoong)
(photo's credit to Aaron Sims)

22 lug 2014

UnMyeong (운명) - Confession

"Una volta sedussi un uomo"
"Cosa?" replicò JiMin voltandosi di scatto facendo traballare il suo cocktail.
Sentire pronunciare tali parole da HeeSun era alquanto strano, non aveva mai avuto la forza necessaria per conteggiare qualcuno.
"Successe anni fa, ai tempi dell'università. C'era questo collega di corso che non riusciva a togliermi gli occhi di dosso" continuò farmandosi solo per sorseggiare il suo drink "era fidanzato con una sua vecchia amica d'infanzia che, devo ammetterlo, trovavo piuttosto antipatica"
JiMin la osservava in silenzio, riconosceva di essere notevolmente sorpresa nel sentire quelle parole e trattenne le numerose domande per far finire l'amica di raccontare.
"Una sera si organizzò un'uscita. Con tutti i colleghi di corso ci eravamo dati appuntamento in un locale a Dongdaemun e trovai perfetta quell'occasione per attuare il mio piano. Qualche giorno prima comprai un abito molto sexy, con gonna corta e aderente al corpo, e mi rilassai in una spa. Quella sera arrivai al locale in anticipo, in modo da essere già sistemata al suo arrivo. Come immaginavo arrivò in ritardo, subendo le lamentele da parte di tutti, e con lui c'era la fidanzata. Quando arrivò, mi alzai dal divanetto del locale e andai a salutarlo calorosamente. Restò immobile a fissarmi. Probabilmente non mi aveva mai vista così elegante e provocanete, chissà quanti pensieri erotici gli passarono per la testa"
JiMin rise sonoramente "sarà successo sicuramente"
Anche Heesun rise, sorseggiò ancora e riprese:
"Per tutta la serata gli lanciai sguardi ammalianti non curandomi della possibilità di esser vista dalla sua fidanzata. Ma feci tutto con quella sottile ambiguità che poteva lasciare intendere che il tutto non era voluto. Lei non mi disse nulla ma sapevo che dentro di se mi odiava."
"Beh, posso immaginare. Non deve esser bello se il tuo uomo guarda altre donne, soprattutto se in tua compagnia" disse JiMin facendosi aria con un tovagliolo "fa troppo caldo qui dentro"
"Il loro rapporto era in crisi, stavano insieme solo per non restare entrambi soli ed entrambi, soprattutto lui, erano stanchi di quella relazione. E lui mi voleva, lo sapevo perfettamente, ma lei non accettava la cosa, dipingendomi con altri colleghi come l'aripa di turno che provava a rubargli l'uomo."
Heesun finì il tuo cocktail e, alzando un braccio, ordinò al cameriere di portargliene un altro.
"Ya ya ya! Non stai bevendo troppo? Io non ti porto il spalla fino a fuori, sei troppo pesante" disse ridendo JiMin che continuava a farsi aria con il tovagliolo.
"Tranquilla, questo è l'ultimo" rise anch'ella guardando il cameriere che intanto le serviva l'altro bicchiere. "Sai, quando ti trattano male, quando tutti ti credono una cattiva persona nonostante i tuoi sforzi per rispettare tutti e non entrare in conflitto con nessuno, il desiderio di comportarti male cresce giorno dopo giorno.Quella sera decisi di chiudere in un cassetto ogni parte buona di me e, se così la vogliamo definire, mi presi gioco di quella ragazza. Tutt'ora, dopo anni, mi sento dannatamente bene, anzi rimpiango di non aver fatto qualcosa di più provocante."
JiMin finì il suo cocktail  e rise ancora: "che monella la mia Heesun" le si avvicinò dandole una leggera gomitata. Risero entrambe.
"Ma poi come andò a finire? Successe qualcosa tra voi?" JiMin le si avvicò velocemente guardandola negli occhi.
Heesun rise, sorseggiò dicendo: "è un segreto".
"Heesun-ahh~" si lagnò l'amica nel tentativo di convincerla.
"Hahaha, diciamo si e no, non ti dico altro" Heesun bevve in un sorso solo il resto del cocktail "andiamo, fa effettivamente troppo caldo qui dentro."
Le due pagarono e uscirono, prendendo un taxi e tornando ognuna a casa propria. 
(photo's credits to Frans Mensink)

11 giu 2014

Etna Comics 2014

Non l'ho mai fatto, ma quest'anno mi è girata troppo ed eccomi qui a scrivere un post "post fiera" O(≧▽≦)O

Iniziamo con il primo giorno.
Premetto che ho voluto sfruttare il colore dei miei capelli per improvvisare un cosplay. La scelta è ricaduta su N dei VIXX che nell'mv Hyde ha più o meno lo stesso colore e pettinatura che ho io.
Ho passato tre anni a truccarmi gli occhi e a sperare di non sciorgliemi entro fine giornata. 
La fila interminabile per entrare, sotto al sole ovviamente, è stata terribile.
Praticamente tutti abbiamo comprato prima l'abbonamento pensando "così non devo farmi la fila" ed è finita che chi doveva comprarlo si è sbrigato molto prima di noi che lo avevamo già.
Dopo essermi abbrustolita per una buona ora e mezza (se non di più) di tutta corsa sono andata all'area dove si consegnavano i portfolio. La "bella" risposta non è tardata ad arrivare "no, non accettiamo sceneggiature perché non abbiamo tutto questo tempo per leggerle. Trovati un disegnatore e le consegni già sotto forma grafica".
Potete immaginare la mia faccia.
Imprecando in lingue aliene mi sono fatta un giro tra i vari stand destreggiandomi tra la folla numerosa. C'era il ben di dio di fumetti, gadget, poster, abiti, parrucche, insomma c'era di tutto
  へ(゜∇、°)へ
Poi mi sono recata nella zona "Japan Center" e ho beccato lo stand più amato/odiato dell'edizione di quest'anno, ovvero Kaido Italia. Mai visti tutti quei cd/dvd/poster e meraviglie varie in una volta sola. Non nascondo di aver urlato in preda alle convulsioni (?).
OVVIAMENTE non ho potuto comprare una mazza perché non avevo un soldo ma ho passato buona parte del mio tempo a chiaccherare con le titolari dello stand.
Però non ne sono uscita del tutto a mani vuote grazie ad un'amica (GRAZIE SIMONAAAAAA) che mi ha regalato questo  ciondolo per cellulare degli U-kiss
Poi mi sono trasferita nella sala karaoke, dove già sapevo che avrei trovato Kunihiro, (il proprietario della macchina karaoke) che avevo conosciuto lo scorso anno, ed ho conosciuto Giano, un simpaticissimo ragazzo affidato alla sala che ha chiesto da quasi subito il mio aiuto per la ricerca delle canzoni in giapponese perché di hiragana non ne masticava per nulla (però conosce benissimo il cinese {beato lui})

Il secondo giorno per fortuna sono riuscita ad entrare abbastanza velocente.
Questa volta ho abbandonato il mega trucco di N per sperimentare quello di Leo (sempre dei VIXX) però con lo style di On & On. Anche qui tre anni per truccarmi (non sapevo come cavolo fare a far attaccare i brillantini) ma il risultato è stato ottimo (ho pure fatto una salca XD)
Ovviamente la prima tappa è stata Kaido (lol)
Ad ogni persona che si fermava a sclerare chiedevo se facesse parte del gruppo siciliano del kpop e in caso contrario di iscrivervi (sì mi piace reclutare). Ovviamente mi sono spostata alla sala karaoke e cantato qualcosa.
Nel pomeriggio mi sono fatta due ore (contate) di fila in piedi e col caldo afoso  per farmi fare l'atografo da MANARA!
Stavo per sentirmi male dal caldo ma ne sono uscita vittoriosa e con un favoloso autografo con dedica su uno dei tanti volumi che ho a casa su di lui
Prima di dover tornare a casa sono riuscita a vedere un pezzo del live di Fumika, una idol giapponese che si è esibita con cover di opening/ending di anime e brani suoi. Non vi dico la voce. Favolosa! Una presenza scenica invidiabile!

Il terzo giorno (sempre con il trucco di Leo e un foglio con su scritto "NON RIDO MAI" attaccato alla maglietta) ho balzellato un po' qui e po' la, chiaccherato e fatto amicizia con un bel po' di persone e passato un pomeriggio a cantare e fare casino al karaoke sparandoci mezza discografia kpop esistente (¬‿¬)

In linea di massima è stata una buona edizione, organizzata abbastanza bene (anche se la sessione firme di Manara e Ortolani potevano metterla in giorno o orari diversi lol), l'unica cosa che mi ha dato i nervi è che, tornata a casa, ho per sbaglio cancellato TUTTE le foto fatte nei tre giorni 
(ノಠ益ಠ)ノ
In compenso ci ho guardagnato nuove amicizie e tante risate (e tanto caldo)

Bye bye



Yume no danpen (夢の断片) [PART 10][END]

Una enorme quantità di acqua si sollevò dal ruscello e colpì in pieno Suzaku. Egli, con una fiamma intensa, lasciò evaporare l'acqua con noncuranza “e questo cosa era?”. Il tempo di alzare lo sguardo che si ritrovò Shizuku a pochi centimetri da se. Ella lo abbracciò stretto non lasciandogli libertà di movimento. Lui si dimenò, colpendola più volte ai fianchi e alle braccia “cosa avete intenzione di fare?”. La pelle e i capelli le iniziarono a bruciare a contatto col corpo di Suzaku ma rimase attaccata a lui. Eiji in preda al panico cercò di avvicinarsi ai due ma un enorme muro d'acqua gli bloccava il passaggio così prese un forte respiro e cercò di attraversarlo. Intanto Shizuku richiamò a se tutta l'acqua del ruscello, l'umidità dell'aria e degli alberi, concentrò tutta se stessa utilizzando ogni singola goccia possibile. Sentiva il suo corpo perdere forza ma era più che intenzionata a non arrendersi. Suzaku era immobilizzato, urlava cercando in tutti i modi di liberarsi. L'acqua gli si infiltrava nella pelle, negli occhi, gli impediva di respirare. Shizuku sorrise, voltò leggermente il capo verso il ruscello per assicurarsi che l'amato fosse al sicuro. A breve entrambi vennero avvolti da un'enorme sfera e subito calò il silenzio. Eiji riuscì a fatica ad avvicinarsi quando vide la sfera e cadde in ginocchio, sia a causa della fatica che della disperazione“Shizuku!”. Chiamò il suo nome un paio di volte ma il silenzio continuava a regnare. Poco dopo la sfera pian piano iniziò a rimpicciolirsi lasciando scivolare via l'acqua sul terreno. Di Suzaku non vi era traccia alcuna, Shizuku era in piedi di spalle, immobile e Eiji le corse incontro. La fanciulla riuscì a girarsi appena quando cadde a terra. “Shizuku! Riprendetevi, ve ne prego!” Eiji, con le lacrime agli occhi, la sosteneva stringendola a se. Ella sorrise “siete illeso, che sollievo. Non abbiate pena del mio destino, siete salvo e io sono felice”. Lentamente il suo corpo diventò evanescente, Eiji la teneva ancora stretta a se, piangeva “riprendetevi...vi supplico”. Shizuku non rispondeva più, il suo corpo si dissolse nell'aria. Eiji rimase inginocchiato a terra a piangere. Era nuovamente solo.
(photo's credits to Sicilian Valkyrie)

Yume no danpen (夢の断片) (eng version) [PART 10][END]

A huge amount of water lifted from the stream and struck Suzaku. He, with an intense flame, made carelessly the water evaporate “and what was this?”. The time to look up that he found Shizuku a few inches away from himself. She hugged him tightly leaving no freedom of movement. He struggled , hitting her several times at the hips and arms “what are you going to do?”. Her skin and her hair began to burn at the contact with Suzaku’s body but she remained attached to him. Eiji in a panic tried to approach the two but a huge wall of water was blocking the passage so he took a sharp breath and tried to cross it. Meanwhile, Shizuku called all the water in the stream, the moisture in the air and the trees, she focused all of herself using every drop possible. She felt her body losing strength but she was more than willing to not give up. Suzaku was immobilized, he screamed searching for every way to free himself. The water seeped into his skin, eyes, preventing him from breathing. Shizuku smiled, turned her head slightly toward the stream to make sure that her loved one was safe. Soon both were surrounded by a huge ball and immediately the silence fell. Eiji managed with difficulty to get closer when he saw the ball and fell to his knees because of fatigue and despair “Shizuku!”. He called her name a few times but the silence continued to reign. Shortly after the ball slowly began to shrink letting the water slip away on the ground. There was no trace of Suzaku, Shizuku was standing with the back towards him, motionless and Eiji ran to meet her. The girl barely managed to turn around when she fell to the ground. “Shizuku! Come round, please!” Eiji, with tears in his eyes, sheld her clutching her to himself. She smiled “You are unharmed, what a relief. Don't worry about my destiny, you're safe and I'm happy”. Slowly, her body became evanescent, Eiji still held her close to himself, crying “come round...I beg you “. Shizuku did not respond, her body dissolved in the air. Eiji was kneeling on the ground crying. He was alone again.
(photo's credits to Sicilian Valkyrie)

3 giu 2014

Yume no danpen (夢の断片) [PART 9]

Shizuku si voltò verso Eiji, gli prese la mano ferita e cercò di donargli sollievo dal dolore. Suzaku si infuriò. Il suo corpo iniziò a scaldarsi, le sterpaglie ai suoi piedi si bruciarono “siete pazza! Volete morire? Vi accontento subito!”. Distese nuovamente il braccio, del fuoco si sviluppò dalla sua mano andando a colpire la ragazza ad una spalla. Eiji sì alzò di scatto, prese Shizuku in braccio e si mise a correre in direzione del ruscello. Suzaku scoppiò a ridere, iniziò a camminare seguendoli non curandosi però della distanza che andava aumentando tra se e i due. La coppia poco dopo arrivò al ruscello, vi entrarono e rimasero immersi attendendo con terrore l'arrivo dello spirito del fuoco. Egli non tardò ad arrivare, colmo di sicurezza e di arroganza “cosa sperate di ottenere?”. Eiji sapeva che l'unico modo rimastogli per proteggere l'amata era permetterle il contatto diretto con l'elemento proprio, cercando intanto di trovare un modo per uscire da quella situazione. Shizuku, che si teneva la spalla ferita, avvertì un senso di refrigerio una volta ammollo. “Così tardate solo la vostra dipartita” disse Suzaku avvicinandosi nonostante stesse ben attento a non entrare in contatto col ruscello. Giunsero sul luogo gli altri spiriti preoccupati, alcuni cercarono di persuadere Suzaku dal proseguire la sua lotta ma vennero ignorati e minacciati di morte. “Umano ti avverto ancora una volta. Sparisci e non tornare mai più o sarò costretto ad uccidervi entrambi”. Shizuku, sentendo una fitta al cuore all'idea che il suo amato potesse perdere la vita, si avvicinò a Eiji, lo guardò dritto negli occhi tenendogli le mani, come quando si giurarono amore eterno, come quando in cuor loro desideravano solo restare l'uno accanto all'altra per l'eternità. Purtroppo l'unica che poteva fermare lo spirito del fuoco era lei, avrebbe protetto il suo amato. Gli sorrise, egli la guardò per un istante, non capendo. Shizuku si voltò, d'improvviso diede una forte spinta a Eiji che cadde alla riva opposta del fiume e alzò il braccio destro.
(photo0s credits to Zarrah-chan)