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19 lug 2011
Restless Forest - Eien~Destino
Al giungere di quella notizia ferale il mio corpo e il mio spirito reagirono in opposta maniera. Intanto che l'agente con aria triste mi comunicava come i medici, invano, avevano tentanto di salvare mia sorella che era stata travolta da un ubriaco al volante,il mio corpo perse il controllo. Le lacrime iniziarono a scendere dal mio viso nonostante non singhiozzassi per il dolore di tale perdita. Rimanevo immobile, a fissare quell'agente mortificato e straziato dal compito affidatogli di avvisarmi dell'incidente. Il mio spirito invece piangeva, urlava, soffriva. Soffriva per come, quella sera, si era scontrato con la sorella e per come l'aveva lasciata andare da sola nella notte per le vie di Tokyo. Ed ora che non avrebbe potuto rimediare a tale discussione non trovava altro modo per rimediare alle sue colpe. Tutto era svanito. Il mio corpo, presto, sentì il peso della sofferenza del mio spirito e crollò, ai piedi dell'agente che, urlando, chiamava soccorsi. I giochi della vita. I giochi della morte. Tutto è polvere.
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17 lug 2011
Restless Forest - Sayonara~
Niente, in vita mia, ho mai fatto con la convinzione necessaria per sentirmi appagata al cento per cento. Mai come oggi ho avuto la convinzione così forte che quel gesto sarebbe stato necessario. Dopo aver preparato tutto, accuratamente, nel cuore della foresta, dopo aver ignorato le richieste di quel kodama tanto insistente, dopo aver pregato affinchè le mie colpe fossero perdonate, feci quel salto. Sentii un forte calore al viso, gli occhi mi sembravano bruciare. La vista si vece appannata per via delle lacrime che, in accesso, riempivano i miei occhi. Pensavo, scioccamente, che quel gesto poteva porre fine a tutto rapidamente e invece mi trovavo in preda agli spasmi senza potervi porre rimedio. Il calore al viso cresceva, un formicolio alla gola mi dava da tossire ma non riuscivo ad aprire bene la bocca. Lo fregamento della corda mi graffiava la pelle, mi faceva quasi più male della mancanza d'aria. Di sfuggita vidi il kodama che si agitava, cercava di spezzare il ramo al quale era appesa la corda ma invano. Dondolando piano piano sentii le orecchie scoppiettare, come quando si sale in montagna, sentivo i miei polmoni rantolare ossigeno, il mio cuore che batteva freneticamente. Le lacrime erano scese dai miei occhi ma ora la vista era offuscata, distorta. Aprì lievemente la bocca, respirai quel poco di aria che essa poteva contenere. Ne sentii il profumo come mai prima di quel istante. Gli occhi si chiusero, stanchi e secchi. Gli spasmi finirono, il cuore si calmava, gli ultimi battiti risuonavano nella foresta. Tutto non sembrava più come una volta. Il dolore spariva pian piano. Sayonara~
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